martedì 27 novembre 2012

Pavilhão Chines

Se vi trovate a Lisbona e avete già fatto otto giga di foto solo del tram n.28, il mio consiglio è di cambiare soggetto, lo so che quel piccolo vagoncino giallo che va su rotaie è così fottutamente fotogenico che ne vorreste uno nel salotto, ma date retta a me spostate la vostra attenzione su qualcos'altro.
Ad esempio salite sulla collinetta tra il Bairro Alto e Principe Real, al numero 89 di Rua Dom Pedro V, troverete una porta rossa, bene entrateci senza pensarci troppo.


Non so se nella vita avete mai collezionato qualcosa, scoprirete di essere dei dilettanti una volta entrati in questo cocktail bar, se così posso chiamarlo, sono cinque stanze arredate stile diciottesimo secolo, riempite in ogni spazio disponibile da migliaia di oggetti di varia fattura e provenienza.





Cappelli, soldatini di piombo, statue, action figures, modellini di aerei, navi, trenini, tazze, foto, biliardi, e soprattutto due banconi bar, si perché Luis Pinto Coelho, proprietario del bar, non credo volesse che il locale assomigliasse solo ad un museo di cianfrusaglie, quando nel febbraio del 1986 aprì le porte al Pavilhao Chines.


Il menù va dai tè aromatici ai cocktail di ogni tipo, dai vini portoghesi ai whisky invecchiati di trenta anni, insomma se le vostre tasche permettono, uscire da questo bar può essere difficile se non sorretti da qualcuno. La sensazione che si vive è quella del lord inglese che sorseggia cognac prima di avventurarsi in qualche spedizione pericolosa, ma nel mio caso un bicchiere di Porto è più che sufficiente per restare ancora un po' a curiosare tra le miriadi di oggetti appesi con cura maniacale.




La carta dei liquori è talmente articolata che decisi di comprare tutto il menù, sto parlando del libro ovviamente, pieno di stampe stile anni venti.


Una volta usciti, Lisbona vi sembrerà più ricca, voi un po' di meno, ma dipende quanto, non ve ne ricorderete neanche, e tornerete sul vostro tram n.28 che tanto vi piace.